Quello dei Tombstones  fu un gruppo abbastanza atipico: pur frequentando le sale da ballo fin dalla fine degli anni ’60, nel loro repertorio c’erano i Deep Purple, gli Uriah Heep, addirittura i Gentle Giant e Frank Zappa. La formazione più importante del gruppo, fra le diverse che si sono susseguite, fu quella che vedeva alla voce Iskra Menarini .

“Prima di incontrarci - racconta Iskra - sia io, che ero nel gruppo di Andrea Mingardi, che loro, gia da tempo suonavamo nei locali della provincia. Poi un impresario che si chiamava Milli  li convinse a provarmi. In realtà nel gruppo all’inizio non mi volevano: allora la figura di donna rocker non era assolutamente concepita. In campo femminile in Italia andavano Cinquetti, Mina, il massimo della trasgressione era Patty Pravo. Gianna Nannini allora sarebbe stata rinchiusa...

Comunque mi diedero una montagna di dischi dei quali io non sapevo assolutamente nulla, quasi tutti di rock duro inglese, e mi lanciarono una sfida. Dopo i primi tempi difficili, le cose cominciarono a funzionare e per alcuni anni a cavallo

tra i due decenni ci divertimmo molto. Un dato era fondamentale: i Tombstones erano tutti musicisti eccezionali. Il repertorio era, come succedeva allora, incentrato su cover, ma ogni brano veniva completamente rivisitato dalla band e in ciò i Tombstones si differenziavano da tutti gli altri gruppi degli anni ’70 che tendevano alla fedeltà più assoluta all’originale. Suonavamo nei locali, la gente veniva per ballare ma alla fine restava ad ascoltare: quello che era una

serata danzante si trasformava regolarmente in un concerto”.


Stile Libero Sugar (1992)