Il Beat, quello con la B maiuscola è rinato, in Italia negli anni ottanta, grazie ad un solo gruppo: Gli Avvoltoi.

Era la metà del decennio, in città c’era un gruppo che si faceva chiamare Mr. Mat & The Baby’s Mind ed amava il beat ed i testi in italiano. Fu quindi naturale mutare il nome di battaglia in Gli Avvoltoi. La band era composta da Moreno ‘Spirogi’ Lambertini (voce e leader), Claudio Crozzoli, chitarra), Andrea Tuveri (basso) e Mimo Rash (batteria). Il gruppo trovò subito un alleato nella Toast Records di Torino che pubblicò il singolo Questa notte (1987) ed il beat rinacque. Il combo subì però il primo cambio di line-up, con l’abbandono di Mimo Rash (che si dedicherà in toto agli Allison Run) e Tuveri, rispettivamente sostituiti da Tiberio Ventura e Dora “Ninfa” Schilizzi (nome che, negli anni, avrà un rapporto molto stretto con la scena bolognese). Grazie al singolo cominciarono a fioccare numerosi concerti (allora bastava un 45 giri per suonare in giro per l’Italia, oggi non è sufficiente una discografia di 10 album). Grazie ad un live in quel di Firenze Gli Avvoltoi furono notati dal talent scout della Contempo Records, Nicola Vannini, che propose alla band un vero contratto discografico. Nel 1988 uscì quindi il primo album prodotto da Franco Serena (I ragazzi dai capelli verdi), intitolato Il nostro è solo un mondo beat, che diventò subito un successo indie di enormi proporzioni. Come però vuole, ogni storia legata al rock che si rispetti, la band non resse il peso del successo e la formazione cambiò radicalmente. Insieme a Moreno e Tiberio arrivarono Marco ‘Il Principe’ Magnani, Marco Prati e Federico Benetti. La Contempo non si perse d’animo e chiese al gruppo un secondo album. Quando verrà il giorno (1990) fu il disco della maturità e conteneva il brano più bello mai scritto dal gruppo, Puoi girare il mondo con chi vuoi. La risposta del pubblico fu nuovamente gratificante, ma le forti personalità all’interno della band fecero esplodere il giocattolo di Moreno, che congelò la band e diede vita a Le Ombre. Nel 1991 il cantante decise però che era ora di resuscitare Gli Avvoltoi.

Con una formazione che comprendeva due ex Ugly Things (Sandro Piu e Stefano ‘Pugnaro’ Cervellati) e Max Cippo, la band diede alle stampe un singolo (Sono un uomo) per la Destination X, casa discografica di Riccardo ‘Scanna’ Scannapieco, “rivale” di Moreno in quanto voce de Gli Sciacalli, altra band beat di successo negli anni novanta e marito di Ninfa, la bassista in Il nostro è solo un mondo beat.

Gli Avvoltoi furono nuovamente investiti da un interesse senza pari. Erano ancora il gruppo beat della scena nazionale. Uscirono quindi altri due singoli a breve distanza l’uno dall’altro, A.S.H. (Hush) per la Vu Ballè Vu di Giovanni Vinci (Irha) e Quando vuoi scappare sempre per la Destination X. Nel 1994 un album antologico, Ora sai perché, decretò l’ennesima fine del gruppo. Ogni componente della band diede vita a nuovi gruppi (Uccellacci e uccellini, Spirogi Circus) o consolidò la sua presenza in combi già esistenti (Malavida, Rude Pravo). Moreno si gettò a capofitto negli Spirogi Circus che chiuderanno la loro epopea artistica con due pubblicazioni (In Generale – 2001 e Ognuno scelga da che parte stare – 2003). Il tarlo della carriera solista aveva però contaminato la mente di Moreno, che decise di uscire allo scoperto semplicemente con il suo nome.  Il debutto come Moreno Spirogi giungeva con Impazzivo per te (2006), seguito da un album raccolta, 21 passi nel delirio, pubblicato da un'etichetta bolognese, la Skipping Musez, che aveva già legato il proprio percorso discografico con quello di Moreno.