Anche per i Lino ei Mistoterital fecero da collante le aule del DAMS. Era il 1983, quando Bobbi”‘Bob Radiathoce” Gualtirolo (chitarra), Roberto “Phil Anka” Grassilli (voce, armonica) e Francesco “Ted Nylon” Garbari (voce, tastiere) incrociarono la loro voglia di dare vita ad una band musicale. Le prime prove si svolsero al Fossolo e ben presto al terzetto si aggiunse il basso di Vincenzo “Ronnie Shetland” Guidetti, al quale subito dopo diede manforte la batteria di Stefano “Paul Syno” Marmocchi. La base operativa del combo si spostò nella bassa emiliana. Alla base del sound il rock demenziale, nel quale però venivano aggiunti i quattro baronetti, satira tagliente, realtà impazzita e ricordi infantili. Il primo demo-tape, “Sbagliandosi in para”, conteneva già alcune perle come “Una storia di Cebion”, “Tienti le tue trote”, “Se son storie di 20 anni fa” e “Pierdime hesta noche”. Il demo-tape permise alla band di diventare un “caso” nel panorama italiano. Così con l’arrivo della chitarra di Lauro “O’ Cardigan” Govoni, la band entrò di nuovo in studio per il secondo nastro, “Il prosciutto e il cane”, dove “Sbarbe della bassa”, “Atollo K”, “Paul Weller è a Riccione”, “Maledetta domenica”, “Sussidiario (crescentina rap)”, divennero le nuove hit del combo. L’epopea dei demo-tape si chiuse nel 1987 con “Max lo smilzo”, che conteneva un capolavoro assoluto “Cacca cacca (ma ve lo dico)”. La band partecipò quindi, nello stesso anno, alla prima edizione di “Arezzo Wave” e comparve nella raccolta con “Una storia di Cebion”. Intanto Paul Syno lasciava il suo posto a Stefano “Steve Cotton Job” Giobbi, la band registrava un programma radiofonico per la RAI e partecipava alla trasmissione televisiva “D.O.C.”.

La River Nile di Modena si interessò all’ensemble e produsse il tanto sospirato lp, “Bravi ma basta”. La tracklist “rubava” le canzoni ai demo-tape e alla nuova scrittura del gruppo. Purtroppo una produzione troppo “leccata” non rendeva giustizia alle capacità live del gruppo. Ogni concerto dei Lino era invece uno spettacolo nello spettacolo, una catarsi di emozioni, tra luoghi comuni, ironia, satira e rock. Furono proprio decine di concerti a tenere a galla la band fino a quando, nel 1990, la Diva Records si interessò ai LMT e li fece entrare in studio di registrazione. Il frutto di questa situazione fu il secondo lp, “Altri nani” (1991), che vedeva la collaborazione di amici e conoscenti, come Paul Serry, David Bisetti (nome molto conosciuto in città per le sue mille attività legate alla musica), la sezione fiati dei Typhorns e la Banda Osiris.

Il secondo album però, pur dimostrando un notevole passo avanti rispetto al debutto, come il debutto soffriva di una produzione che ancora una volta non rendeva giustizia alle capacità del gruppo che dal vivo dava ancora il meglio di sé. Il combo decise così di ibernarsi. Era il 1991. Alcune rimpatriate live, durante gli anni, hanno mantenuto vivo l’interesse nei confronti della band, che sicuramente non ha raccolto i frutti sperati. Certo meno successo di quello raccolto, ad esempio da Grassilli come grafico (anche con la Disney, suoi molti “topini” di “Fievel”) e come Webmaster (è stato il fondatore del portale Clarence).

 I Lino ei Mistoterital rimangono, nonostante un successo che non è mai arrivato realmente, una delle proposte più interessanti che Bologna abbia partorito in questi anni di musica popolare. Bravi, ma basta.